gioved 09 settembre 2010

INTERVISTA AL “NUOVO” DIRIGENTE SCOLASTICO

Giovedì, 27 Maggio 2010
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Come tutti voi sapete quest’anno scolastico nella nostra scuola abbiamo un’importante new entry … il nuovo Dirigente Scolastico Giorgio Carollo, subentrato al Dirigente Scolastico Davide Danieli che è andato in pensione l’anno passato.
Come giornalino scolastico, e quindi vostra voce d’informazione, abbiamo deciso di intervistare il preside per conoscere qualcosa in più di chi, ogni giorno, prende importanti decisioni per noi e gestisce la nostra scuola.
Dopo aver ottenuto un appuntamento il giorno 13 gennaio, ed esserci accomodati in presidenza, abbiamo iniziato con la prima di una lunga serie di domande. Nel corso dell’intervista il tempo a disposizione si è rivelato insufficiente e abbiamo dovuto selezionare ulteriormente le domande. A voi le nostre domande e le sue risposte.


- Ha mai esercitato come Preside prima di questo incarico?

Prima di essere preside sono stato insegnante di lettere, anche finché studiavo all’università; per molti anni ho insegnato presso la Scuola Media di Montecchio Precalcino e nel 1998 sono arrivato all’Istituto Remondini, come insegnante nell’indirizzo Sociale fino all’anno scolastico 2004/05. In seguito sono stato chiamato a fare il Preside e il Reggente di due scuole medie del territorio.
Al Remondini ho acquisito le mie conoscenze più importanti che mi hanno aiutato ad arrivare dove sono.


- Qual è stato il suo percorso di studi?

 Dopo l’asilo e le elementari (ride n.d.r.) ho fatto l’istituto Magistrale Fogazzaro, e poi l’Università a Padova dove mi sono laureato in pedagogia.

- Che tipo di alunno era?

Sono sempre stato interessato alla scuola e alle attività sportive, che, però erano limitate dalla famiglia nel caso in cui i risultati scolastici non fossero buoni. I miei genitori non esitavano a togliere le altre attività a favore dello studio.
Non ero un alunno modello, anzi, sono stato spesso punito perché dicevo le cose con troppa libertà, anche se era rischioso. Per questo credo che i ragazzi devono potersi esprimere liberamente, entro il limite delle regole, ovviamente.

 


- Come ha vissuto i suoi esami di Stato?

Devo premettere che il rapporto insegnante-alunno è cambiato da allora. Un tempo si dava molta importanza alle lezioni frontali e gli insegnanti non si curavano più di tanto di noi studenti. Anzi, credo che certe volte si divertissero persino ad umiliarci. Per quanto riguarda gli esami di Stato, io ero molto preoccupato. Anche se mi sentivo
preparato, quello era pur sempre un momento di confronto. Oggi come allora credo che chiunque si sia preparato durante gli anni (e questa scuola offre tutte le possibilità per farlo) possa uscire con un buon voto.


- Da studente ha mai preso parte a manifestazioni studentesche?

Nel 1968 sono passato dalle superiori all’Università. In quel periodo tutte le Università erano politicizzate e gli scioperi e le manifestazioni erano all’ordine del giorno; gli studenti chiedevano corsi aperti, riforme, apertura delle iscrizioni a tutti. Si può dire che qui ho avuto i miei primi rapporti con la politica .. …Non ero un estremista, ma un moderato, seguivo le vicende, proponevo, ma non ero “politicamente attivo”.


- Crede che questa generazione si possa definire "gioventù bruciata"?

Se sì, per quale motivo? In realtà la gioventù è sempre stata definita così. Essere in contrasto con la generazione precedente è una caratteristica dei giovani ed è giusto che sia così. L’importante però è che si assumano comportamenti adeguati alla realtà in cui si vive. Oggi il giovane si comporta allo stesso modo in tutti gli ambienti che frequenta senza tener conto che ogni ambiente è diverso e chi si deve adeguare è lui, e non il contrario. Non si può, ad esempio, utilizzare lo stesso abbigliamento o la stessa grinta sia a scuola che in spiaggia. Non si può omologare tutto allo stesso modo.
 

- Vuole lasciare un messaggio ai suoi studenti?

Voglio dire loro che mi ha fatto molto piacere ritornare all’ Istituto Remondini perché le esperienze vissute in passato in questa scuola sono state per me molto importanti e arricchenti.
Credo in questo Istituto, nella sua organizzazione e nel buon clima che riscontro tra gli insegnanti.
Un augurio, un saluto ed un incoraggiamento a tutti gli studenti affinché imparino a guidare se stessi verso le buone scelte, nella speranza che abbiano un buon ricordo di questi loro anni di formazione.
Non dimenticate ragazzi di impegnarvi e di assumere un comportamento corretto ed adeguato alla scuola come essere puntuali, responsabili, onesti. Non abbiate paura di chiedere aiuto.

L’intervista si chiude qui. Un grazie al Preside per il tempo che ci ha dedicato e l’augurio di un buon lavoro.

La redazione
 

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