gioved 09 settembre 2010

INTERVISTA DOPPIA “CAPOVILLA-RIZZOLO”

Giovedì, 27 Maggio 2010
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In questo numero ci hanno gentilmente concesso un’intervista due docenti “appartenenti” al Remondini da molti anni, due colonne portanti del dipartimento di italiano: la professoressa Capovilla e il professor Rizzolo, rispettivamente responsabili della biblioteca e della sezione audiovisivi.

1) Come sta oggi?

Capovilla: Bene, grazie
Rizzolo: Nel complesso sto bene. Vi ringrazio per l’interessamento.
 

2) Da cosa è nata la scelta di fare l’insegnante?

Capovilla: Dall’ammirazione per i miei insegnanti e la passione per la storia e letteratura.
Rizzolo: E’stata una scelta di ripiego. Comunque mi è piaciuto subito questo lavoro, soprattutto per l’arricchimento umano che può dare.
 

3) Come ricorda la figura dell’insegnante durante il suo percorso scolastico?

Capovilla: Ho avuto la fortuna di incontrare, nel mio percorso formativo, grandi insegnanti e grandi presidi.
Rizzolo: I miei docenti posso dividerli in due tipologie: quelli autoritari (qualcuno anche troppo severo), e quelli autorevoli che ci facevano amare la materia suscitando, nel contempo, un senso di stima e di rispetto.
 

4) Come ha vissuto i cambiamenti del ’68?

Capovilla: Con grande speranza di reali cambiamenti in senso democratico. Il terrorismo, purtroppo, ha impedito che ciò accadesse.
Rizzolo: Nel periodo 1968-1973 ero alle superiori, interno in un collegio, dove arrivava piuttosto poco di ciò che succedeva nelle scuole pubbliche e nel mondo del lavoro. Da studente liceale ho scritto, tuttavia, in un tema un dialogo tra un adolescente (io) ed un adulto sul rapporto generazionale di allora. Se volete posso farvelo avere.
 

5) Che ricordi ha del suo esame di Stato?

Capovilla: Piacevoli. E, come sostiene Leopardi, la “rimembranza” addolcisce il ricordo del passato.
Rizzolo: Buoni. Li ho conclusi con un discreto voto per una maturità classica (48/60). La commissione è stata comprensiva, superando la diffidenza diffusa allora verso i maturandi provenienti da scuole parificate.
 

6) Cosa pensa delle riforme che stanno cambiando la nostra scuola?

Capovilla: Rappresentano un’opportunità. Come sempre dipenderà dalle persone (dirigenti, docenti, studenti) saperle cogliere.
Rizzolo: Le riforme, pur avendo dei buoni fini, sono state progettate nelle linee generali senza sentire il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, le rappresentanza sindacali, quelle studentesche, e questo è un male perché così non si è considerata la reale situazione della scuola pubblica né le sue richieste.
 

7) Cosa pensa degli studenti/giovani d’oggi?

Capovilla: Sono abbastanza maturi, ma troppo individualisti. E si occupano troppo poco di politica.
Rizzolo: Gli studenti d’oggi sono assai fragili, insicuri, anche se alcuni ostentano una finta sicurezza con pose (e difetti) da adulti. Molti non hanno prospettive se non strettamente di tipo professionale, altri le avrebbero ma non sono abituati al sacrificio per realizzarle. Altri ancora, e forse parecchi, non hanno ambedue… pochi sanno che possono e devono investire nella scuola per costruirsi come uomini del domani. Come ben vedete, al momento sono pessimista.
 

Ora passiamo a qualcosa di più soft…

8) Età?

Capovilla: Ad una signora non si dovrebbe chiedere l’età. Comunque 58.
Rizzolo: 56 a luglio.
 

9) Materie preferite?

Capovilla:Letteratura e filosofia, ma amavo anche la chimica.
Rizzolo: Storia-educazione civica
 

10) Materie sofferte/ odiate?

Capovilla: Matematica. Solo l’ultimo anno un insegnante me ne ha fatto comprendere il senso. Tardi.
Rizzolo: Matematica e fisica (l’averle studiate poco e male al liceo mi precluse la possibilità di scegliere Agraria come indirizzo universitario).
 

11) Ha sempre avuto un buon rapporto con il latino?

Capovilla: Si, soprattutto ho amato e amo la letteratura latina del periodo imperiale.
Rizzolo: Molto buono. Pensate che la mia tesi di laurea (filosofia) è stata tutta sulla interpretazione di un manoscritto di 100 pagine in latino medievale con abbreviazioni e parti rovinate dal tempo sul rapporto tra l’autorità del Papa e quello del Concilio, all’inizio del XVI secolo.
 

12) Ha mai dato note?

Capovilla: Raramente.
Rizzolo: Note? Mai! Scherzo, ho dato note anche se in questi ultimi anni sono aumentate (pur non essendo certo numerose) a causa anche di una maggiore scorrettezza disciplinare da parte degli alunni, in particolare dei più giovani.
 

13) Se si, la più bizzarra?
Capovilla:
“Lancio di penna con caduta sulla fronte dell’insegnante.”. Era il mio primo giorno di scuola da insegnante.
Rizzolo: Non ne ricordo di bizzarre, piuttosto durante il servizio militare come ufficiale di picchetto detti ad un alpino una punizione di rigore con la seguente motivazione: “Trovato nascosto e in posizione supina sul cassone dell’automezzo in uscita dalla caserma, pretendeva di giustificarsi adducendo come motivo che quando si era disteso sul cassone per un breve riposo, non sapeva che il mezzo sarebbe poi uscito dalla caserma… “ (esilarante, anche se il punito a cella di rigore non colse le finezze ironiche della motivazione esposta nella bacheca della sua compagnia).
 

14) Da quanti anni insegna al Remondini?

Capovilla: Da troppi: 26.
Rizzolo: Dopo una parentesi di poche settimane (anno scolastico 1980-1981) e un anno intero come supplente (anno scolastico 1982-1983), sono ritornato al Remondini, nel settembre del 1990 senza più cambiare.
 

15) A che età ha iniziato ad insegnare?

Capovilla: A 25.
Rizzolo: Ho iniziato a 25 anni, pochi giorni dopo la conclusione del servizio militare.
 

16) Cosa fa nel suo tempo libero?

Capovilla: Leggo e dipingo ad acquerello.
Rizzolo: Leggo giornali, riviste di storia, vedo qualche film della nostra Videoteca d’Istituto, oppure pratico un po’ di footing.
 

17) Libro preferito? Autore preferito?

Capovilla: Autore Joseph Conrad. Libro: sono troppi, avrei difficoltà a scegliere dieci libri da salvare.
Rizzolo:Preferisco, oltre ai libri di storia, testi legati a tematiche religiose collegate alla realtà del cristiano di oggi, visto il mio desiderio di condividere con gli altri la mia fede. Non ho preferenze particolari per qualche autore.

18) Che opinione pensa abbiano gli studenti nei suoi confronti?

Capovilla: Credo di essere riuscita ad instaurare un rapporto collaborativo e di far loro amare (almeno un po’) le materie che insegno. Ma sta a loro dire se è vero.
Rizzolo: Le dividerei in tre categorie:
a) Quelle parzialmente negative di chi non condivide il mio metodo di lavoro e/o le mie valutazioni, ma che a distanza di tempo riflettendoci (mesi…anni?) si ricrederà.
b)Quelle (e sono le più dolorose) di chi non condivide quanto espresso sopra e non ritornerà mai nelle sue posizioni, neppure tentando un dialogo.
c) Quelle positive di chi sa trarre frutto dal mio modesto insegnamento come docente e un po’ anche come educatore (anche se le due figure dovrebbero sovrapporsi).
Le percentuali delle tre categorie non le intuisco neppure approssimativamente (e forse è meglio così…).
 

19) Qual è il messaggio/ valore che vuole trasmettere ai suoi studenti?
Capovilla: Di mettere passione in tutto quello che fanno, di pensare e di riflettere per mantenere un atteggiamento critico sulla realtà. I libri aiutano a raggiungere tale obiettivo!
Rizzolo: Vorrei che sfruttassero tutto quello che la scuola può dare loro, con la consapevolezza che è importante questo momento (irripetibile nella vita) di crescita culturale “professionale” ed umana non solo per la loro vita da adulti ma anche per una relazione costruttiva con tutte le persone con cui vengono attualmente in contatto.

20) Vuole dire qualcosa agli studenti?
Capovilla: Studiate!
Rizzolo: Avere fiducia nei loro insegnanti. Se poi ci sono alcuni di questi in difficoltà, non sfruttarla a proprio comodo (chi ha orecchie per intendere intenda) ma cercare un dialogo onesto e sereno con il docente.

 

Ringraziamo cordialmente la professoressa Capovilla e il professor Rizzolo per averci dedicato del tempo prezioso ed averci aiutati a conoscerli più a fondo.
Adriana Mirzac 5^B, Milos Mladenovic 4^A

 

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